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Escursionismo : Punta Tre Chiosis in “salita assistita”, da Pontechianale
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 28/07/21 14:09
Notizia riferita al: 22/07/21
Letture: 510

Sempre più frequentemente s'incontrano in montagna ciclisti su bici a “pedalata assistita”, le cosiddette e-bike o bici elettriche, che danno loro un importante aiuto nei tratti di salita più duri.
Purtroppo però la tecnologia non ha ancora trovato un sistema analogo di “camminata assistita” e pertanto questa volta ci siamo avvalsi pure noi di un surrogato di “salita assistita”.
Parliamo dell'ascesa a un bel “tremila”, la Punta Tre Chiosis, in Valle Varaita, usufruendo della funivia fino al rifugio Helios che permette di ridurre all'incirca della metà il dislivello che separa la vetta dalla partenza di Pontechianale.
Risalita tutta la valle, dopo aver costeggiato la verde acqua del lago artificiale di Castello, c'inoltriamo sulla sinistra dentro il paese posteggiando nella capiente piazza centrale di Santa Caterina e, rispettando tutti i protocolli anticovid, c'imbarchiamo, pur con una certa apprensione, sulle comode panchine volanti.
Complice la bella giornata di sole, dimentichiamo presto di essere sospesi per aria e veniamo rapiti dal paesaggio che velocemente cambia attorno a noi regalandoci splendide vedute su Castello, il lago, Pontechianale e Chianale che rimpiccioliscono mentre noi sorvoliamo i verdeggianti pascoli di Grange Bernard e Jasta.
In breve siamo in vista del rifugio Helios e della stazione d'arrivo della funivia a quota 2380 metri, dalla quale, zaino in spalla, iniziamo sull'ampio sentiero il nostro cammino verso la Punta Tre Chiosis.
Un lungo traversone ci porta al colletto delle Conce dove incrociamo il sentiero che scende nel Vallone di Vallanta mentre noi, deviando decisamente verso Nord, iniziamo il percorso sulla cresta Savarex che ci porterà fino in vetta.
Tra fioriture che abbagliano e praterie di stelle alpine superiamo la stazione d'arrivo dello skilift Savarex continuando la salita. Conviene seguire fedelmente le tacche bianco-rosse poiché una invitante traccia di sentiero sul versante occidentale che pareva alleggerire un po' la salita e che abbiamo provato a seguire, si è poi persa senza portarci alcun vantaggio
Man mano che si sale il panorama si va ampliando e, tra le nuvole che comunque transitano velocemente e non intralciano mai troppo gravemente il panorama, ammiriamo sulla destra le montagne che sovrastano il Vallanta fino all'austera mole le Viso e di tutte le cime satelliti. Dall'altra parte invece la Tour Real, Il Roc de La Niera e la Rocca Bianca e più avanti, verso il Colle dell'Agnello, il Pelvo (Pic de Caramantran), il Pan di Zucchero e il Pic d'Asti.
Arrivati ad un colletto che sovrasta il lago ed il rifugio Vallanta troviamo due stambecchi che si godono il sole del mattino e l'impareggiabile panorama.
Superato sul lato Ovest un roccioso contrafforte iniziamo a vedere la cresta della cima, ma non bisogna lasciarsi ingannare dalla prospettiva che fa sembrare più elevata la punta sulla sinistra, mentre in effetti per pochi metri la più elevata, la Punta Tre Chiosis (3080m) è quella sulla destra.
Per raggiungerla c'è da affrontare però ancora il tratto più faticoso su sentiero roccioso che sale ripido fino alla cresta dove permane ancora, prima di raggiungere la croce di vetta, una chiazza di neve. Ora il panorama si apre a tutto giro, maestoso tra una nuvola e l'altra, con il “Re di Pietra” talmente vicino che sembra di poterlo toccare.
Salutiamo una famigliola di Savigliano, che arriva in cima con due meravigliosi ragazzi di 7 e 11 anni, per rendere omaggio alla croce di vetta installata dal Cai di Savigliano e dedicata ad un suo ex-presidente, Gianni Girone.
Il percorso di oggi non ci permette di effettuare il classico anello (è comunque l'eccezione che conferma la regola) e quindi torniamo sul sentiero di salita arrivando in tempo al rifugio Helios per una pausa e per gustare una squisita polenta festeggiando Osvaldo che è tornato dopo diverso tempo a calcare una cima.
Un tuffo nel vuoto nella discesa in seggiovia e terminiamo questa bella giornata trascorsa in allegria e amicizia in un meraviglioso ambiente di alta quota.
Note Toponomastiche e curiosità
Varàita (valle, torrente): antico idronimo (radicale prelatino'var-war', latino 'varus') corrispondente a corso d'acqua comprensivo della fascia di terreno incolto (vervactum) che lo fiancheggia. Nome locale provenzale: Val Varacho.
Pontechianale: il significato del toponimo è legato al ponte (pount) ed al corso d'acqua del Varaita (la chanal) che longitudinalmente taglia in due il territorio; in realtà non esiste il paese di Pontechianale in sé, perché trattasi di un comune sparso, ovvero formato da un insieme di frazioni, nessuna delle quali ha tale nome.
Tre Chiosis (Punta): i toponimi Chiosis, Chiuzis e Chiausis corrispondono a conche elevate e chiuse a semicerchio da creste rocciose. Le acque dei tre valloni terminanti a Nord-Ovest della cima: Savarex, Tiuri e Chiosis, costituiscono il corso idrico principale del Varaita di Chianale.
Savarex o Savaresch (Cresta, Vallone): Pare che il nome, dal provenzale 'savano', prateria, faccia riferimento agli estesi pascoli del versante occidentale.

Escursione effettuata il 22 Luglio 2021
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da: Adriano, Angelo, Franco G.,José e Osvaldo
Località di partenza: Rifugio Helios 2380m
Punto più elevato raggiunto: Punta Tre Chiosis 3080m
Dislivello cumulato in ascesa: 790m
Sviluppo complessivo del percorso: 9,4 km
Tempo in movimento: 3h 15'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)
fotocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
trailer


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 1/8/2021 11:01  Aggiornato: 1/8/2021 11:01
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da: Cuneo
Inviati: 472
 Re: Punta Tre Chiosis in “salita assistita”, da Pontechia...
Descrizione del percorso: Adriano
Fotocronaca: Adriano, Angelo e José
Tracciato GPS, elaborazioni grafiche e coordinamento redazionale: Adriano
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