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Escursionismo : Un anello nelle valli del Germanasca. Dalla borgata Fontane ai monti Fetulà e Truscera
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 29/10/20 19:58
Notizia riferita al: 28/10/20
Letture: 216

Un anello nelle valli del Germanasca. Dalla borgata Fontane ai monti Fetulà e Truscera

Località di partenza: Borgata Fontane di Salza mt. 1412
Dislivello: mt. 800
Tempo di salita: 3 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 45 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone – Pinerolese Fraternali editore

L’esteso crinale separante la valle di Rodoretto da quella di Salza, laterali a quella principale che porta a Prali, termina al colle della Balma dal quale si può ascendere al monte Pignerol passando per il colle della Valletta o salendo direttamente i ripidi pendii che portano a questa vetta.
La soleggiata borgata di Fontane, adagiata sul versante principale di valle, appartiene però al comune di Salza. Da questo minuscolo centro abitato, oggi con pochissimi residenti, parte una strada che porta a Didiero, sede comunale, scavalcando al Colletto delle Fontane dove un mantenuto stradello scendendo a valle transita per un’estesa, chiusa ma incantevole foresta: l’abetina di Salza. Dovendo ascendere ai monti Fetulà e Truscera, cime poste sul crinale separante la valle di Rodoretto da quella di Salza, al colletto delle Fontane si prosegue invece sino al colle di Serrevecchio, raggiunto da un sentiero che sale direttamente da Rodoretto. Qui giunti una traccia s’inoltra lungamente nel bosco e guadagnando quota si porta al colle separante il monte Fetulà dal monte Truscera. Da questa ampia sella facilmente si ascende alle due vicine cime. Nel salire si percorre un tratto del sentiero “ Lou viol de Valter”, anello che partendo da Rodoretto riporta poi a questa località passando per altra via.
Dalla vetta del monte Truscera la visuale s’apre ampissima sui monti, sulle valli, sino alla pianura.
Spettacolare è l’arco di monti che s’estende dalla Punta Vergia al monte Pignerol con i vari colli che separano tra loro le cime.

Giunti a Perosa Argentina, nella valle del Chisone, si piega a sinistra per le valli del Germanasca oltrepassando per via piccoli centri abitati e i vari bivi che portano alle borgate montane. Oltre Perrero ed il ponte Rabbioso, che immette nelle valli di Salza e Massello, si prosegue per Prali e superando in ascesa i ponti Poimefrè e della Gianna sul Germanasca e gli edifici delle miniere di talco, si raggiunge il segnalato bivio per Rodoretto e Fontane. Abbandonata la strada che conduce a Prali si prende a destra per queste due località proseguendo poi in direzione di Fontane che rapidamente si raggiunge. All’inizio dell’abitato non è difficile trovare dove parcheggiare.
Questa borgata è raggiunta da uno stradello proveniente da Didiero, sede del comune di Salza, transitando per il Colletto delle Fontane. Ben segnalato, questo si prende passando da prima tra le case dell’abitato poiché il sentiero che porta direttamente al colle è oggi a tratti impraticabile. Traversando prima per i prati a monte della borgata, poi nel rado bosco, superato per via il bivio per la Meisoun, con alcune svolte si raggiunge infine il crinale che immette nella valle di Salza al Colletto delle Fontane dove è presente un’estesa area attrezzata nel punto in cui sorgono numerose indicazioni. Qui giunti, lasciata la strada che scende a valle e quella che s’inoltra nell’abetina, si prosegue di poco sotto il crinale per il colle di Serrevecchio. L’antico sentiero oggi è diventato un’ampia traccia: una pista forestale collega ora i due colli. Avendo di lato un’estesa foresta, l’abetina di Salza, sempre salendo si raggiunge alla sommità il colle di Serrevecchio dove è stata realizzata di recente un’altra area di sosta nel punto in cui termina il sentiero che sale dalla borgata Serrevecchio, traccia che poi si prenderà per tornare.
1 ora e 15 minuti c.ca dalla borgata Fontane.
Trascurato il sentiero che s’inoltra sulla destra nel bosco, qui giunti per ascendere ai monti Fetulà e Truscera si prende la traccia che affronta direttamente il crinale, poco intuibile alla partenza. Come si entra del fitto del bosco si fa più evidente e tale rimarrà nel proseguo del percorso. Il primo tratto del sentiero 231 oggi è quasi impercorribile per gli alberi caduti che intralciano il cammino. Si fa fatica e proseguire diventa difficoltoso. Per fortuna questo tratto non è molto esteso e più avanti la traccia si farà decisamente più libera. Al “Lou bric da Pin” giunge il sentiero “Lou viol de Valter” che sale da Rodoretto. Di qui in avanti la traccia, assai piacevole da percorrere, alterna lunghi tratti quasi in piano ad altri dove si sale specie nei punti in cui occorre oltrepassare alcune barriere rocciose, per nulla esposte, che si superano grazie a catene predisposte che aiutano nell’attraversamento. Guadagnato più avanti il segnalato punto dove “Lou viol de Valter” scende a Rodoretto, oltre il “Punto Panoramico” dove la visuale s’apre ampissima sulle vette che coronano le valli, dalla Punta Vergia al monte Pignerol e ancora oltre, si raggiunge infine un’ampia sella separante la valle di Rodoretto da quella di Salza da dove si sale facilmente e rapidamente in vetta alla boscosa prima cima, il monte Fetulà mt. 2056. Scesi poi al colle, sempre restando sulla debole traccia che percorre fedelmente il crinale, salendo si perviene al cocuzzolo roccioso che anticipa di poco l’aperta seconda cima, il monte Truscera mt. 2185. Di qui la traccia prosegue verso i colli della Balma e della Valletta che immette in val Chisone passando per il Clot di Mouton. Come detto panorama ampissimo su un’ampia serie di cime, sulle valli, sugli abitati sino alla pianura.
1 ora e 45 minuti c.ca dal colle di Serrevecchio
Rientrando si ripercorre fedelmente la traccia di salita sino al colle di Serrevecchio dove, abbandonata la pista forestale che porta al Colletto delle Fontane, si prende a destra il sentiero che scende alla borgata di Salza che porta questo nome. La discesa, ripida nel primo tratto, è una lunga diagonale discendente prima nel bosco poi per i prati che precedono l’abitato oggi privo di residenti. Qui giunti un sentiero porta a Rodoretto passando per le case di Bounous, mentre una strada, all’opposto, scende a Fontane, e questa si prende. Ben tenuta, mantenuta, presenta tratti sterrati ad altri bitumati o asfaltati. Senza fretta, piacevolmente scendendo si giunge infine in vista della borgata Fontane che si raggiunge. A questo punto l’anello si chiude.
1 ora e 45 minuti c.ca dalla vetta del monte Truscera.

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