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Escursionismo : Salita al colle di Rodoretto da Prali
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 02/10/20 23:06
Notizia riferita al: 30/09/20
Letture: 228

Salita al colle di Rodoretto da Prali

Località di partenza: Borgata Cugno presso Prali mt. 1470
Dislivello complessivo: mt. 1560
Tempo di salita dalla borgata Cugno: 5 ore e 45 minuti c.ca
Tempo di discesa sino alla borgata Cugno: 3 ore e 45 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

Oltre Perrero le valli del Germanasca s’aprono a ventaglio presentando, oltre a quella principale, le valli di Rodoretto, Salza e Massello. Cinte da vette che s’avvicinano o superano di poco i tremila metri di altitudine, alcuni colli permettono di comunicare con le contigue valli Chisone e Susa. Attraversate dal GTA, all’escursionista offrono numerosi punti d’appoggio, ovvero posti tappa, che sorgono solitamente dove iniziano le vallate.
Il colle di Rodoretto, meta di questo itinerario, consente di scendere nella valle Lunga, una delle due valli terminali della valle Argentera, alle sorgenti della Ripa, corso d’acqua che con la Dora di Bardonecchia dà vita a Oulx alla Dora Riparia, mentre l’attiguo colle della Valletta permette l’accesso alla val Troncea dove nasce il Chisone.
La via più breve per raggiungere il colle di Rodoretto parte dalla borgata Ciai posta all’inizio della valle. Incontrando per via minuscole borgate oggi prive di residenti, giunti all’ultima, la Balma, ancora si prosegue per la Bergeria della Balma, detta l’Alp, dove prende vita una traccia militare, un’ampia mulattiera, che interminabile, lo raggiunge perché al colle vi sono ancora i ruderi di una casermetta.
In questo itinerario di proposito si parte dalla borgata Cugno di Prali da dove si sale alla Costa Galmount, che immette nella valle di Rodoretto. Questa scelta permette di attraversare e apprezzare l’incantevole abetaia che estesamente ammanta l’inverso della valle e di percorrere il “Sentiero dei Pastori” valdesi.
Dal colle di Rodoretto la vista s’apre ampissima sulla Valle Lunga, sulla valle Argentera, sulle cime, particolarmente sull’imponente catena montuosa Ripa – Thuras dove emerge la Punta Ramiere.

Percorsa la valle del Chisone, giunti a Perosa Argentina, si prende a sinistra per Prali e le valli del Germanasca. Oltre Pomaretto la strada da subito s’addentra all’interno della valle e superando piccoli insediamenti raggiunge l’abitato di Perrero. Attraversato il ponte Rabbioso si prosegue sempre per Prali incontrando per via il bivio con l’indicazione per la valle di Rodoretto qualora si voglia ascendere al colle partendo da questa borgata, abbreviando quindi il percorso. Più avanti, come la valle si amplia, si giunge a Villa di Prali trovando poco dopo la segnalazione per la borgata Cugno. Lasciata la strada che prosegue per Ghigo di Prali salendo in breve si raggiunge la borgatina dove è possibile parcheggiare. Spesso è necessario lasciare l’auto al bivio sulla provinciale se non v’è posto all’abitato.
Si prende lo stradello che lascia le case e che entrando nel bosco percorre lunghi tratti quasi in piano che si alternano alle svolte che conducono presso una rudimentale fontana-abbeveratoio poco prima del tornante che precede la grangia Poset. Qui giunti, abbandonato lo stradello si percorre il lungo traverso quasi pianeggiante sul sentiero segnalato che conduce alla costa Galmount dove nei pressi di una fontana si incrocia lo sterrato che sale sin qui da Rodoretto nel punto in cui sorgono diverse indicazioni tra le quali quella per il monte Selletta che anticipa la Punta Vergia. Ci si porta ora sul versante di Rodoretto scendendo lo sterrato che percorre l’incantevole bosco dove gli abeti bianchi convivono con i larici e dove è possibile praticare varie scorciatoie che abbreviano il percorso. Così continuando si raggiunge al fondo il ponte sul torrente e traversando si incrocia la strada che conduce alla borgata Ciai di Rodoretto antico capoluogo, oggi frazione di Prali.
1 ora e 45 minuti c.ca dalla borgata Cugno di Prali.
Per raggiungere il colle di Rodoretto occorre ora prendere l’interminabile sterrato che s’inoltra nella valle toccando nell’ordine Campo del Clot, Arnaud, Rimas e, dopo due tornanti, la Balma posta su un caratteristico promontorio roccioso già intravedendo in alto due colli: a destra quello della Valletta che comunica con la val Troncea, a sinistra quello di Rodoretto che dà sulla valle Lunga. Quest’ultimo colle è quello che si dovrà raggiungere. Oltre si prosegue sulla strada che lascia l’abitato e che attraversato il torrente guadagna l’opposta sponda. Con un paio di svolte ed un lungo traverso ascendente si perviene infine al torrente non lontano dalla bergeria della Balma localmente detta l’Alp.
1 ora e 15 minuti c.ca dal bivio per la borgata Ciai di Rodoretto.
Presso il ponte si trova l’indicazione per salire al colle della Balma mancando quella per il colle di Rodoretto. E che la mulattiera per questo colle alla partenza è poco evidente. Conviene portarsi quasi sino all’alpeggio per poi risalire il pendio per una ventina di metri. Così facendo ci si immette sulla traccia che porta al colle. Percorrendo questa mulattiera, avente un’origine militare, subito s’intuisce come a suo tempo sia stata costruita a regola d’arte. Segnata di tanto in tanto in biancorosso, in alcuni punti è ancora tuttora ben conservata, ampia e assai evidente. Sale il fianco della montagna con pendenza assai regolare e costante per tutto il lunghissimo tratto che porta al colle. Lunghi traversi e ripetute svolte, assecondando sempre la natura del pendio, consentono via via alla traccia di alzarsi, prima nel bosco dove si aprono radure pascolative, poi sull’assolato pendio dove prosperano ginepri striscianti e rododendri. Per via ad una svolta un ometto ed un paletto segnalano il punto in cui si stacca il sentiero alternativo per il colle della Capra sotto il monte Barifreddo. Lungamente continuando, superato un modesto rigagnolo, la traccia guadagnando quota s’addentra sempre più verso il fondo già dominato dal colle. Progredendo si raggiunge infine la conca alla base del colle già intravedendo i ruderi del ricovero militare. Si percorrono infine un’ultima serie di diagonali ascendenti tra gli sfasciumi che contraddistinguono il tratto terminale. La traccia pur essendo assai rovinata è sempre visibile e porta infine ai ruderi dei ricovero, di poco più sopra al colle di Rodoretto mt. 2777 stretto valico comunicante con la valle Lunga (Argentera) dove nasce la Ripa. Imponente la bastionata rocciosa che si propende verso la Cima della Capra.
2 ore e 45 minuti c.ca dalla bergeria della Balma (l’Alp).
Ritornando si ripercorre pari pari l’itinerario di salita che riporta alla borgata Cugno.
3 ore e 45 minuti c.ca dal colle di Rodoretto.

Questo itinerario è una parte di una possibile traversata di due giorni da Prali a Prali pernottando all’agriturismo dell’Alpe Plane al fondo della valle Lunga. Eventualmente si potrà salire il primo giorno dal colle di Rodoretto alla Punta Acuta, mentre il secondo giorno dal Piano della Milizia, si potrà guadagnare la Cima Frappier o la vetta del Gran Queyron scendendo poi a Prali per il passo della Longia o per il passo Frappier.

Curiosità: Il sentiero che da Prali sale alla costa Galmount e da questa scende a Rodoretto è localmente conosciuto come “Lou viol di M’nistre” (Il sentiero dei pastori) poiché in passato un solo pastore della chiesa valdese curava quella di Prali e Rodoretto e si serviva, per passare da una zona all’altra, di questo sentiero che una carta militare piemontese di inizio settecento indicava come sentiero segreto dei valdesi.


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