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Escursionismo : Monte Bert e giro ai piedi della Meja
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 13/07/20 00:44
Notizia riferita al: 24/06/20
Letture: 242

Un piacevolissimo anello in un maestoso scenario tra le guglie dell'alto vallone del Preit e la severa parete Nord della Rocca La Meja. Nel giro, tra una solare fioritura di maggiociondoli e rododendri, si ricorda e si onora la memoria degli alpini vittime della tragedia del 1937, si passeggia sulle verdi “spiagge” del Lago Nero e si sale sulla panoramica cima del Monte Bert, ritornando alla base per il Vallone del Rio della Valletta.
Risaliamo la Valle Maira fino a Ponte Marmora dove svoltiamo a sinistra risalendo la stretta provinciale per imboccare, all'altezza del camping Lou Dahu, sulla destra verso Canosio, la stradina asfaltata fino alle Grange Selvest. Qui si può parcheggiare sullo spiazzo prima del ponticello oppure, attraversando il ponte, su un ampio piazzale a destra,
Calzati gli scarponi e zaino in spalla iniziamo a salire sulla comoda stradella che tra foreste di moggiociondoli e di conifere, con alcuni tornanti sui fianchi del Monte Bert, va a terminare nella conca delle Grange Culausa. Ampio panorama sui rocciosi contrafforti che anticipano il Bric Servino e il Cassorso divisi dal lungo e sassoso canalone.
Ora su sentiero proseguiamo con un ampio giro a mezza costa, trascurando la deviazione sulla sinistra che conduce al Lago Nero (torneremo qui dopo la visita al memorial degli alpini). Ci inoltriamo quindi in direzione degli incombenti speroni rocciosi occidentali della lunga costiera di Rocca la Meja, nella pietraia verso il Passaggio del Preit raggiungendo l'isolato masso sul quale una lapide, affiancata dalla bandiera tricolore, ricorda i 23 alpini del 2° regt. Alpini - battaglione Dronero, periti sotto una valanga il 30 gennaio 1937 a causa dell'incompetenza del loro comandante (come se, per stroncare tante giovani vite, non fossero già bastate le frequenti guerre...).
Reso il doveroso omaggio a ciò che questo monumento ricorda, torniamo sui nostri passi fino al bivio tralasciato in precedenza e imbocchiamo l'erta ascesa a fianco delle ultime Grange Culausa salendo tra i rododendri fino al colletto spartiacque tra il vallone del Preit e quello del Rio della Valletta.
Qui, vedendo già sulla nostra sinistra la mole del monte Bert e la costiera che lo raggiunge, ci poniamo l'interrogativo se raggiungerlo per cresta fuori sentiero oppure perdere un po' di quota scendendo al lago Nero e salirlo seguendo il sentiero che da qui s'intravede.
Prevale la seconda ipotesi e quindi in breve scendiamo al bellissimo lago Nero, sul quale si specchia l'ardita guglia dolomitica della Meja, ne percorriamo la riva occidentale - già affollata, come le altre verdi sponde, da pescatori e da appassionati della tintarella – e proseguiamo risalendo la sponda del lago e seguendo il sentiero di discesa verso il vallone di Rio della Valletta.
L'attacco del sentiero verso il monte Bert non è così evidente; bisogna porre attenzione ad un ometto presso il quale inizia una traccia in leggera salita da seguire fintanto che non incrocia una traccia più evidente che si segue in salita sempre più marcata dapprima tra i larici e poi su pascolo .
Ora il percorso da seguire per raggiungere la cima è ben visibile e in breve siamo presso il grosso cippo squadrato della vetta del monte Bert (2394m).
L'intesa era, una volta giunti qui, di valutare la fattibilità di prosecuzione per cresta alla volta del monte Baret (2306m), ma dopo un assaggio di un primo tratto possiamo verificare l'impossibilità della traversata per salti di roccia non praticabili e pertanto ritorniamo al sentiero principale di fondovalle sulla stessa traccia seguita in salita.
Una bucolica radura accanto al ruscello ci accoglie per la meritata pausa pranzo arricchità da una squisita torta sbrisolona e dal solito “cicchetto” di genepy.
Non ci resta che riprendere il cammino per completare il nostro bell'anello scendendo alle Grange Chiacarloso e poi su buona carrareccia scendere a fianco del Rio Valletta fino alle Grange Colombero per ritornare in breve alle Grange Selvest ove terminiamo il nostro giro,

Note Toponomastiche
Preit (borgata, vallone): l'antica Practo, provenzale 'preit', il toponimo ha il significato di 'praticello'.
Selvest (grange): deriva da nome di persona 'Silvestro'.
Nero (lago): deve il nome al colore della roccia circostante.
Bert (monte): probabile soprannome di 'Berhto', nome di origine germanica.
Baret (monte): dalla radice prelatina 'bar', provenzale 'barro', elevazione a cuspide rocciosa che separa alla confluenza due valli.
Valletta (rio, grange vallone): il toponimo, dal latino 'vallis' corrisponde a solco tra contrafforti montuosi.
Colombero (grange): cognome di famiglia della valle.

Escursione effettuata il 24 Giugno 2020
Compagnia dell'Anello formata da: Adriano, Antonio, Franco e Josè
Località di partenza: Grange Selvest di Canosio 1660m
Punto più elevato raggiunto: Monte Bert 2394m Dislivello cumulato in ascesa: 857m
Sviluppo complessivo del percorso: 12,8 km
Tempo in movimento: 4h 45'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)

fotocronaca
Tracciato gps
trailer


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