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Escursionismo : Un particolare anello per la Conca del Pra
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 25/06/20 22:15
Notizia riferita al: 24/06/20
Letture: 149

Un particolare anello per la Conca del Pra

Località di partenza: Borgata Villanova mt. 1230
Dislivello: mt. 975
Tempo complessivo: 5 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n ° 7 Val Pellice Fraternali Editore

La Conca del Pra, parte terminale della valle del Pellice, è uno dei più estesi pianori delle alpi occidentali. Può essere raggiunta a piedi o con un mezzo tramite uno stradello che percorre il lato sinistro orografico della valle. L’accesso è a pagamento con orari di salita e discesa regolamentati. Sull’opposto versante, con percorso più alpinistico, si snoda un sentiero che costeggiando inizialmente pozze e cascate del torrente si addentra poi in ascesa tra gli ammassi di rocce emergenti e le pietraie che contraddistinguono questa selvaggia parte della valle. Sempre evidente e ben segnato si utilizzerà per tornare a Villanova scendendo dalla conca del Pra. Da questo, poco sopra Villanova, si stacca il semisconosciuto sentiero per il Castelluzzo e la zona del Barant . Raggiunto l’aspro, dirupato e assai panoramico poggio, la serpeggiante traccia confluisce sul sentiero dell’Autagna proveniente da fondo valle, dal ponte della Biava. Passando per l’imponente Gugliassa si guadagna in ripida ascesa la Colletta dove transita la strada che dalla Conca del Pra sale al col Barant per poi portarsi al rifugio Barbara Lowrie nel vallone dei Carbonieri. Dalla Colletta si scende al grande piano dove sorge il rifugio Jervis e da questo si torna a Villanova utilizzando lo stradello, meglio ancora il sentiero che si snoda sull’opposta sponda del Pellice.
L’alternativo sentiero Quiotta, che si stacca dal sentiero dell’Autagna poco sopra il punto in cui su questo s’immette il sentiero del Castelluzzo, traccia che doveva portare alla Conca del Pra senza dover salire sino alla Colletta e poi discendere, non si è potuto utilizzare in quanto a tutt’oggi risulta impercorribile per l’erba alta, le felci e i rododendri che lo invadono.
Dalla Colletta bella vista sui monti, particolarmente sul Palavas e sull’incantevole grande Conca del Pra.

Giunti in val Pellice, oltre Bobbio ultimo comune della valle, si prosegue lungamente sulla provinciale che si restringe verso Villanova. Superate per via piccole borgate tutt’ora abitate e case sparse si raggiunge infine l’ampio spiazzo presso il ponte sulla spettacolare cascata del rio Pissoi dove si può parcheggiare. Da aprile a ottobre la sosta è a pagamento.
Oltrepassato l’abitato di Villanova, al bivio che segue si scende al ponte sul torrente Pellice oltre il quale parte l’alpinistica traccia per la Conca del Pra che di poco sopra si abbandona prendendo a sinistra nel punto si trova l’indicazione per il Castelluzzo ed il Barant. La traccia che si percorrerà sin quasi il Castelluzzo s’inoltra inizialmente in piano nel fitto della vegetazione rasentando per via un’abbandonata canaletta passante presso un’estesa parete rocciosa. Sempre evidente, segnata da numerosi paletti con gli anelli e da frequenti ometti, superata un’asciutta valletta prende a salire un boscoso pendio nella faggeta per poi cominciare a serpeggiare con una serie infinita di svolte un versante che proseguendo si fa più libero una volta raggiunta la zona dei larici. Mai cessando di salire si intuisce che alla sommità si guadagnerà il crinale che immette nel vallone della Biava che si raggiunge al termine di un ripido tratto ascendente. Qui transita il sentiero dell’Autagna, un’ampia traccia militare che partendo da fondo valle terminerà alla Colletta dove passa la strada che dalla Conca del Pra sale al col Barant per poi discendere al rifugio Barbara Lowrie nel vallone dei Carbonieri. Di qui ci si può portare, prestando la dovuta attenzione, sul panoramico Castelluzzo percorrendo la traccia che in breve lo raggiunge. Tornati al precedente bivio si prosegue in ascesa sul sentiero dell’Autagna. Di poco sopra, subito dopo una svolta, si stacca per la Conca del Pra il sentiero Quiotta dato alla partenza per escursionisti esperti. Percorso per alcune decine di metri subito s’intuisce quanto sia decisamente impercorribile per l’erba alta, le felci e i rododendri che invadono la traccia impedendo di vedere dove si mettono i piedi. A questo punto non resta che scegliere di tornare sul sentiero dell’Autagna che si percorrerà ancora lungamente verso monte. L’ampia traccia militare, sorretta a valle e protetta a monte da ingegnosi muretti serpeggia sul boscoso pendio salendo con pendenza costante. I traversi regolari che seguono, intervallati da svolte, consentono alla traccia di alzarsi progressivamente e rasentando per via un notevole ammasso roccioso si raggiunge infine il colletto che immette sul versante di valle avendo di lato la spettacolare Gugliassa, una piramide rocciosa avente un notevole sviluppo. Nel tratto che segue, dopo una prima lunga diagonale ascendente, percorse le successive, la terminale porta a raggiungere la Colletta mt. 2205 dove transita la strada che dalla Conca del Pra sale al col Barant. E’ il punto più elevato di questo itinerario. Con un’oretta aggiuntiva, sempre continuando sulla strada, si potranno raggiungere nell’ordine il giardino botanico Peyronel, il rifugio presso il colle e la modesta Punta Barant. Ampissima la vista sulla valle e sulle cime all’opposto dove spicca il colle della Croce che immette nel Queiras.
3 ore c.c.a da Villanova.
Una strada in discrete condizioni, molto amata dai bikers, scende in direzione della Conca del Pra avendo già in vista l’ampio pianoro dove sorge il rifugio Jervis. Tutta la si percorre praticando al bisogno e volendolo le scorciatoie che abbreviano la tratta. Giunti quasi al fondo un sentierino porta al notevole pilone edificato nell’estete del 1943 dal Caposaldo Granero. Continuando oltre si scende alla strada presso il Pellice nel punto in cui sorgono molte indicazioni anche quella dell’impraticabile sentiero Quiotta.
1 ora c.ca dalla Colletta.
Di poco più avanti, presso il ponte sul Pellice occorre decidere se tornare a Villanova proseguendo sulla strada, oppure utilizzare il sentiero che si snoda sulla sponda destra del torrente. Nel primo caso non si avrà alcun tipo di problema, mentre nel secondo caso si sappia che si dovrà percorre una più alpinistica traccia. Nulla si particolarmente impegnativo, ma si attraverseranno, ruscelli, ambienti aspri con rocce emergenti e estese pietraie, avendo la traccia un fondo assai accidentato fatti di continui saltini tra le rocce. Ambienti suggestivi soprattutto nel tratto centrale e terminale dove si transita quasi in riva al Pellice tra enormi massi accatastati. Spettacolare la cascata del Pis che si staglia all’opposto nel tratto mediano del percorso. Così continuando, superato ancora una volta uno spumeggiante torrente, incontrato per via il bivio per il Castelluzzo ed il Barant, si torna a Villanova dove questo anello si chiude.
1 ora e 30 minuti c.ca dalla Conca del Pra.

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