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Escursionismo : Costa Chiggia e Monte Buch, da Colletto di Macra
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 01/06/20 11:41
Notizia riferita al: 28/05/20
Letture: 323

Con il rientro di Antonio la Compagnia dell'Anello ripropone quasi al completo i suoi attuali effettivi al consueto appuntamento jupiterino che, a detta del meteorologo, questa settimana, sembra essere il giorno con minor rischio di pioggia, anche se al ritorno due gocce (ma proprio due!), ci hanno levato la polvere dai capelli (per chi li ha).
L'idea della compagnia è quella di effettuare un'escursione ad anello attorno al Monte Buch, transitando per la sua vetta, salendo dalla borgata Colletto di Macra lungo il Sentiero dei Bottai, per poi ritornare passando dalla borgata Palent: non andrà proprio così... ma procediamo con ordine.
Siamo nella media Valle Maira, appena terminate le ultime case dell'abitato di Macra (L'Armo), sulla sinistra si origina la strada che conduce alle numerose borgate del Comune di Celle Macra, inizialmente discendente fino al ponte che consente di scavalcare il torrente Macra; si prosegue ora lungo la strada che costeggia il bedale di Celle e, dopo poco più di 1 km, si svolta sulla destra per risalire lungo una stradina asfaltata che con numerosi tornanti conduce alla Borgata Colletto di Celle Macra, quota m 1412 s.l.m., ove lasciamo le automobili.
Qui insorge il primo dubbio: la targhetta segnaletica del camminamento da risalire reca la scritta “Sentiero dei Fotografi” (e non “dei Bottai”, come riferito dalle cartografie consultate a tavolino; tant'è, c'incamminiamo comunque lungo questa via, inizialmente stradina con scarsa pendenza (attenzione a non dirigersi verso sinistra, in corrispondenza di due invitanti biforcazioni).
La via, comunque integralmente riportata sulla Carta dei Sentieri 1:25000 – Valle Maira – della Comunità Montana Valle Maira con linea tratteggiata in neretto e denominata S4, dopo essersi inoltrata in una rigogliosa foresta di abeti bianchi e faggi in consociazione, con la presenza di alcuni larici, specie che più in alto prenderà decisamente il sopravvento, si riduce a sentiero con più accentuata pendenza (salita resa ancor più difficoltosa per lo scavalcamento o aggiramento di numerosi schianti) e contorna il versante NO della Punta Cialier fino a sfociare in una larga e ben curata pista forestale ove, proprio all'incrocio, torreggia un grande cartellone intitolato “Sentiero dei Bottai”, con relativa documentazione fotografica e descrizione delle attività riferenti alla fattispecie.
Attraversata la pista, il sentiero prosegue per un buon tratto ad andamento pianeggiante o leggera discesa (qualche decina di metri presentano una marcata esposizione, per cui se ne sconsiglia il percorrerlo a chi soffre particolarmente di vertigini), per poi riprendere a salire lungo le ripidissime pendici del versante ESE del Monte Buch e della Costa Chiggia, attraversando i due marcati combali Arpiolassa e Urgiera; più si avanza è più la traccia diventa labile, per addirittura scomparire in alcuni punti a causa di smottamenti e per la diffusissima invasione degli asfodeli e del veratro.
A causa del solito smembramento in due gruppetti (chi ha il GPS con la traccia è indietro), i tre davanti non si accorgono della diramazione verso destra di una traccia che conduce alla sella tra le due alture già menzionate, quindi tutti proseguono puntando ad una leggera depressione sulla cresta tra il Colle Intersile Nord e la cima della Costa Chiggia, salvo poi salire lungo la massima pendenza – per evitare il rischioso attraversamento di alcuni tratti in frana – fino a raggiungere la croce di vetta della Costa Chiggia m 2156, tra un oceano ondeggiante di violette e genzianelle.
Da qui il percorso diventa facile e piacevole fino al dirimpettaio Monte Buch m 2111, anch'esso contraddistinto da una bella croce in metallo; dopo aver ammirato la panoramica a tutto giro, si ritorna brevemente sui propri passi lungo il crestone S fino ad una palina segnaletica con l'indicazione “Palent 1”, posta all'origine di una traccia che, percorrendo quasi fedelmente in ripidissima discesa la cresta NE del Monte Buch, ci porterà abbastanza rapidamente – dopo una breve sosta intermedia integrativa a base di carboidrati, proteine, zuccheri e liquidi vari idratanti, su una specie di “nido d'aquila” - alla deliziosa Borgata Palent di Macra, dove ci ristoriamo con un buon caffè presso la locanda occitana dello Chef Paolo, in compagnia della deliziosa Wanderlust Berger e di suo padre, vigile urbano per 30 anni nel caotico traffico stradale di Torino, proprietari di una bella baita ristrutturata in loco.
L'ultimo tratto che ci farà chiudere questo comunque interessante ed impegnativo anello, lo percorriamo lungo la comoda strada asfaltata che collega i due abitati di Palent e Colletto.

Note di toponomastica e curiosità
Colletto (borgata): 'piccolo colle';
Cialier (Punta): ritenuto una distorsione italianizzata dal provenzale Cialm, indica un 'pianoro elevato dove riposano le greggi';
Arpiolassa (Comba): forma maggiorativa di Arpiola, forma italianizzata di Arpiol (rotacismo in r, quindi Alpiol) condivide l'etimologia di Alp 'pascolo di monte';
Urgiera (Comba): dal provenzale Uergero 'terreno riservato alla coltura dell'orzo';
Chiggia (Costa): si presume un collegamento tra il toponimo Chiggia e il provenzale Slija, sliar che richiama l'immagine di 'pendio scivoloso';
Buch, localmente Mount lou Buc (Monte): buch, in provenzale, è il nome assegnato al 'maschio della capra'. In Val Varaita buch assume invece il significato di 'altura appuntita su costone proteso verso valle';
Palent (borgata): palent ricorda, sia 'vecchie recinzioni di pali in legno a protezione della borgata', sia 'pietre infitte, termini divisori' (dal provenzale palet);
Bottai (sentiero dei): il mestiere del bottaio, era praticato in autunno-inverno, in forma itinerante, da molti abitanti di Albaretto, Celle di Macra e Marmora. Questi costruttori di botti (cibriers) furono molto richiesti soprattutto nelle zone delle Langhe, Monferrato e Monregalese, dove erano apprezzati per l'abilità nella costruzione e nella riparazione di mastelli, zangole, botti e torchi;
Fotografi (sentiero dei): itinerario ad anello in una delle zone più selvagge e meno conosciute della valle Maira. Il sentiero deve il suo evocativo nome al fatto che si presta molto bene alla fotografia introspettiva ed è stato ideato nell'ambito del Progetto Har del fotografo Ober Bondi

Escursione effettuata il 28 Maggio 2020
Compagnia dell'Anello formata da: Adriano, Antonio, Franco, Josè e Osvaldo
Partenza da Colletto di Macra 1412m
Punto più elevato raggiunto: cima di Costa Chiggia 2156m
Dislivello cumulato in ascesa: 836m
Sviluppo complessivo del percorso: 10,5 km
Tempo in movimento: 4h 30'
Difficoltà: EE (vedi scala difficoltà)

fotocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
trailer


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 1/6/2020 18:25  Aggiornato: 1/6/2020 18:25
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 395
 Re: Costa Chiggia e Monte Buch, da Colletto di Celle di M...
Descrizione del percorso: Antonio
Fotocronaca: Adriano, Josè e Antonio
Tracciato GPS, elaborazione grafica e coordinamento redazionale: Adriano
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