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Escursionismo : Anello del Pilone della Battaglia e del Bric Berciassa, da Robilante
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 24/05/20 22:44
Notizia riferita al: 20/05/20
Letture: 393

Finalmente si riprende, con calma e rispettando le regole, a camminare in montagna. Per questa prima escursione dopo il lockdown del corona-virus, la Compagnia dell'Anello sceglie un percorso facile e poco frequentato, ma non per questo privo del fascino e della scoperta dei tesori che la natura sa offrirci in ogni momento, oggi ampliati dal lungo periodo di forzata rinuncia.
Il giro di oggi, rigorosamente ad anello, si snoda sul versante idrografico destro della bassa Val Vermenagna, sui sentieri di Marco Olmo. Con partenza da Robilante il percorso sale al Colletto Ramonda, percorre il saliscendi della dorsale che vede dall'altra parte le pendici verso Boves e la Valle Colla, ascende al punto più elevato del Pilone della Battaglia e giunge fino al belvedere del Bric Berciassa.
Da Cuneo, giunti a Robilante sulla centrale piazza Regina Margherita, svoltiamo a sinistra in via Luigi Emina, sovrappassiamo la ferrovia sullo stretto ponte e proseguiamo su via Santa Margherita fino a sottopassare la superstrada della circonvallazione dopodiché svoltiamo subito a destra raggiungendo l'accogliente parcheggio del Centro Sociale Luigi Buzzi.
Calzati gli scarponi e zaini in spalla ci soffermiamo un momento in raccoglimento per ricordare Alberto, l'amico e compagno di tante camminate. E' la prima escursione che facciamo dopo la sua morte, avvenuta poco meno di un mese fa, ed è tanta la commozione che ci assale...
Con questi pensieri iniziamo il percorso di oggi che ci porta, proseguendo su via Santa Margherita, all'omonima cappella da cui diparte un trivio: a destra la strada Malandrè che sale al Pilone del Moro, a sinistra la strada Formentere (sarà quella da cui arriveremo al termine del nostro giro) e al centro la strada Colletto Ramonda che è quella che noi imbocchiamo.
Al primo bivio teniamo la destra e superiamo Tetto Puciu passando sul retro del fabbricato ove la strada prosegue in lieve pendenza inoltrandosi nel Vallone Battaglia fino a raggiungere Tetto Pianuta. Da qui proseguiamo su buona mulattiera attraverso boschi di castagni centenari curati con particolare diligenza.
Purtroppo ai bivi non ci sono paline indicatrici per cui può capitare di imboccare un sentiero sbagliato e dover tornare indietro. Il sistema migliore per ovviare a questo inconveniente è quello di organizzarsi con il proprio smartphone o con un apposito dispositivo per poter seguire una traccia GPS (acronimo in inglese di Global Positioning System). Ricordiamo in proposito che tutte le escursioni della Compagnia dell'Anello sono corredate dalla traccia GPS liberamente scaricabile dalla rete internet.
Comunque dopo un traversone verso destra si perviene alla bella radura del Colletto Ramonda (917m) e qui si ritrovano le paline indicatrici (pur se la quota riportata è errata) che ci indirizzano sulla sinistra verso il Pilone della Battaglia ed il Bric Berciassa.
In salita, ora in bosco misto di abeti, faggi e betulle, iniziamo il percorso sullo spartiacque tra il Vermenagna ed il Colla raggiungendo dapprima il bianco Pilone della Battaglia (985m e massima altitudine oggi raggiunta) e proseguendo poi in accentuato saliscendi, il Colletto con relativo Pilone di Bercia (896m), la fenditura del Garp 'dla Räna Giäna e infine il Bric (o Bec) Berciassa (962m), erroneamente conosciuto anche con il nome di Pilone di Renostia o Arnostia.
Probabilmente, nelle valli cuneesi, non esiste a quota così bassa un altro balcone panoramico con pari ampia visuale a 360 gradi. Se si ha la fortuna d'imbattere una giornata limpida lo sguardo giunge su tutta la pianura piemontese contornata dall'arco alpino occidentale e dalle colline delle Langhe e del Roero. Magnifica la vista sul fianco occidentale della Bisalta e sulla Valle Vermenagna.
Quale miglior posto per la sosta pranzo che oggi rimpiazza anche il mancato pic-nic di Pasquetta e quindi è arricchita dall'ottima torta “sbrisolona” di Maria e da un brindisi con un eccellente Pinot Brut, per finire con l'immancabile genepy di Osvaldo.
Al termine proseguiamo sul versante opposto a quello di provenienza scendendo fino ad un bivio che, verso destra porta al vero Pilone Renostia mentre noi svoltiamo a sinistra e su ottimo sentiero in saliscendi completiamo un piccolo anello che ci riporta al colletto (890m) antecedente la salita al Bric Berciassa.
Qui imbocchiamo il sentiero in discesa sulla destra che in breve ci conduce a Tetto Bercia (858m) dove diventa stradella. Più avanti s'incontra un vistoso cartello di divieto di accesso (se si continua dopo cento metri si trova la strada sbarrata da un cancello che chiude l'ingresso alla sottostante cava di cemento) ove bisogna svoltare a sinistra e, in salita, e dopo un altro tornante a destra, la strada riprende a scendere tra bei castagneti riportandoci alfine davanti alla Cappella di Santa Margherita dove chiudiamo il nostro piacevole anello.

Note toponomastiche e curiosità
Robilante: la più antica denominazione accertata, Ribulendus, che rispecchia il tardo latino rivus (tur)bulentus, depone per un sito vicino ad un “corso d’acqua turbolento, rumoroso”.  
Santa Margherita (Cappella e località): agionimo in onore della santa.
Tetto Pianota: in riferimento alla località del tetto, situato su “piccolo pianoro”.
Ramonda (Colletto e Tetto):  località definite dal nome di antichi proprietari.
Pilone della Battaglia: ricorda antichi conflitti con i Saraceni, ma soprattutto il luogo della battaglia di Roccavione, vinta dai marchesi di Saluzzo sugli Angioini di Francia (1275). 
Bercia (Colle, da cui Tetto e Pilone): toponimo derivato dall’occitano bercio che si riferisce al “colletto, cioè la breccia, il passaggio sulla cresta tra due sommità”.
Bric (o Bec) Berciassa: probabile accrescitivo derivato dal precedente bercio.
Garp ‘dla Räna Giäna (buco della regina Giovanna, in dialetto bovesano): profonda fenditura nel terreno di 6-7 metri di profondità, che ricorda la mitica venuta della regina Giovanna d’Angiò (1348) nella Boves medievale, da cui prende il nome anche il pilone di Berciassa o di Renostia (da Rejna-ostia “porta della regina”) che delimitava i possedimenti angioini. In questa spelonca la leggenda dice che la regina si fosse ritirata per fare penitenza, come ordinatole dall’abate di Pedona.

Escursione effettuata il 20 Maggio 2020
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da: Adriano, Franco, Josè e Osvaldo con la gradita presenza di Maria Teresa
Località di partenza: parcheggio del Centro sociale Buzzi Cementi 680m – Robilante
Punto più elevato raggiunto: Pilone della Battaglia 985m
Dislivello cumulato in ascesa: 483m
Sviluppo complessivo del percorso: 8,8 km
Tempo in movimento: 3h 15'
Difficoltà:E (vedi scala difficoltà)
fotocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare interattiva Wikiloc
trailer


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 24/5/2020 22:47  Aggiornato: 26/5/2020 1:43
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 395
 Re: Anello del Pilone della Battaglia e del Bric Berciass...
Descrizione del percorso: Adriano
Note toponomastiche: Gianni
Fotocronaca: Adriano, Josè e Maria Teresa
Tracciato GPS, grafica e coordinamento redazionale: Adriano
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