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Come eravamo : Pensieri in libertà
Autore: muntagna (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 08/04/20 16:08
Notizia riferita al: 08/04/20
Letture: 426
Come eravamo

Sono giornate monotone, sempre uguali, con brutte notizie di persone che conosci che sono in gravi difficoltà a causa di questo virus che continua a spadroneggiare.
C'è tutto il tempo di riandare indietro nel passato, soprattutto nello specifico il passato che riguarda il mio rapporto con la montagna.
Il mio primo ricordo risale al 1952 o 1953 (quindi avevo 3 o 4 anni), ero con i miei a Ulzio e mi ricordo che tirava sempre vento ed io chiedevo a mia mamma cos'era e da dove arrivava il vento.
Un paio d'anni dopo in vacanza a Forno Alpi Graie ho delle belle foto seduto su un grosso masso di pietra con mia sorella, tutti e due vestiti con una bella "salopette" fatta da mia mamma; sempre di Forno ho un ricordo meno bello, perché passando sul ponticello in legno che attraversava la Stura, facevo scorrere la mano sul mancorrente, piantandomi una bella e dolorosa scheggia.
L'anno dopo, della vacanza a Usseglio il ricordo più grosso è la salita a Malciausia, con mia mamma e mio papà con la Topolino belvedere, mentre io e mia sorella siamo in parte saliti a piedi, tagliando i tornanti, perché per me andare in montagna significava andarci a piedi e non in macchina, anche se devo riconoscere l'abilità di mia mamma al volante della macchinina e con la strada sterrata di allora. Ancora adesso la strada che sale a Malciaussia vale la pena di essere fatta, con i suoi tornanti strettissimi e ripidi.
Poi ci furono le vacanze a Pragelato nel 61 e 63 inframmezzate nel 62 da un viaggio di una settimana nelle Dolomiti.
Di Pragelato ricordo le scappate in mezzora sino al Grand Puy, a volte proseguendo fino in cima alla montagna al Col Lauson, il tutto rigorosamente con scarpette da tennis.
Oppure la gita in cima all'Albergian con 1500 mt di dislivello ed al ritorno in serata la partita a tennis.
Negli anni '70 il corso di scialpinismo alla SUCAI e dopo negli anni le gite con Aldo, Marco, poi Mario, Claudio, Vittorino ed altri.
Come non ricordare le fantastiche discese fuori pista degli ani '70 inizio '80 a Pragelato e poi a Cesana Monti della Luna, con inizio all'apertura degli impianti e sempre gli ultimi a scendere.
Sembrava non dovessi smettere mai ed invece adesso ci vado una volta all'anno e dopo 2/3 d'ore già mi stufo, come si cambia.
Per fortuna d'estate vado ancora abbastanza a piedi, senza fare cose difficili, ma a volte abbastanza interessanti, come l'anno scorso il giro del Rocciamelone, con partenza da Malciaussia, pernottamento a Tazzetti, salita al Rocciamelone, discesa al Cà d'Asti, traversata sino al colle della Croce di Ferro e discesa a Malciaussia.
Per il momento chiudo qui ed auguro a tutti delle belle giornate.
Giuseppe


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