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Escursionismo : Un anello sui monti di S. Giorio. Da Viglietti a Garda, alla Punta Cantalupa, alla Certosa di Banda
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 08/03/20 10:23
Notizia riferita al: 07/03/20
Letture: 159

Un anello sui monti di S. Giorio. Da Viglietti a Garda, alla Punta Cantalupa, alla Certosa di Banda.

Località di partenza: Borgata Viglietti mt. 580
Dislivello complessivo: mt. 320
Tempo complessivo: 4 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa valle Susa – Musinè – Val Sangone – Collina di Rivoli Fraternali Editore

Partendo da da S. Giorio, comune della bassa valle di Susa, una strada sale verso monte e toccando per via alcune borgate all’Inverso termina a quelle poste al limitare del Parco Orsiera – Rocciavrè. Le borgate più vicine al fondovalle sono tuttora abitate, quelle più montane si animano solo nei fine settimana o durante il periodo estivo.
Partendo dalla borgata Viglietti uno stradello ed un sentiero salgono alla borgata Garda dove sul finire dell’anno 1943 i partigiani giurarono di federarsi per cacciare i nazifascisti e dove ogni anno l’evento viene ancor oggi commemorato.
Per sentiero o sempre per pista forestale si traversa poi lungamente nel bosco sino alla panoramica Punta Cantalupa poco oltre la quale ci si immette sul sentiero 512 discendendo prima all’alveo del torrente Gravio poi alla Certosa di Banda abitata per un certo tempo dai monaci certosini. Di questa loro presenza poco rimane. Un interminabile ma assai piacevole traverso sul versante di valle riporta infine alla borgata Viglietti dove l’anello si chiude.
Questo itinerario può considerarsi a tutti gli effetti una piacevole passeggiata sui monti. Se si esclude il tratto che dalla borgata Viglietti sale alla borgata Garda e quello discendente dalla Punta Cantalupa alla Certosa di Banda, si percorrono piacevolmente lunghi tratti in piano traversando per boschi o stando al limitare dei prati. Per come è configurato ben si presta ad essere effettuato d’autunno o all’inizio della primavera mai superando di quota i mille metri d’altitudine. Nel percorso ampia visuale sui monti, sulla valle di Susa, sulle borgate di fondovalle e quelle sparse sui pendii.

Giunti a S. Giorio, comune della bassa val di Susa, lasciata la statale si prende a sinistra per le borgate montane portandosi la strada in direzione del Parco Orsierà - Rocciavrè. Superata Balma in breve si raggiungono le successive, Martinetti e Viglietti dove si può lasciare l’auto nei pressi del tornante o nelle vicinanze.
Poco prima della svolta parte sulla sinistra uno stradello portante l’indicazione per il pilone Garda, edicola votiva che s’incontrerà per strada subito dopo il pianoro dove i partigiani fecero il giuramento. Superato un primo rio una successiva indicazione dice che lo si può raggiungere sia stando sullo stradello sterrato, sia prendendo la mulattiera che in questo punto parte. Poiché un tratto dello stradello lo si utilizzerà tornando, qui giunti si sceglie di salire a Garda per la selciata traccia che subito si porta verso monte attraversando poco sopra un secondo rio. Questo è l’unico tratto dell’itinerario dove un poco si fatica soprattutto per via del grufolare dei cinghiali, degli ammassi di foglie e di rami caduti messi di traverso che la dicono lunga sul fatto che oramai pochi percorrono questi sentieri arrivando la strada dappertutto. L’ampia traccia che sale a Garda è un lungo traverso ascendente nel chiuso del bosco dove mai si cessa di salire e che lungamente percorso porta più sopra al pianoro dove l’8 dicembre del 1943 i partigiani fecero un sacro giuramento che li impegnava “a combattere l’invasore tedesco ed il nemico fascista sino alla liberazione dell’Italia”. Di poco più avanti, a margine del sentiero, sorge vistoso il pilone; vicino l’indicazione per le borgate Garda e Ravoira. Si raggiunge in breve la prima stando di lato tanto è impercorribile la traccia. Oltre a quella percorsa questa borgata è servita da uno stradello e dalla strada asfaltata che passando per Ravoira la raggiunge. Strada e luce elettrica non l’hanno salvata dalla spopolamento, come in tanti altri posti in montagna. Qui vive un solo abitante.
45 minuti dalla borgata Viglietti.
Di qui un sentiero porta direttamente nei pressi della successiva meta, la Punta Cantalupa all’estremità della dorsale che immette nella gola dove scorre il torrente Gravio. Questa modesta, panoramica cima può anche essere raggiunga percorrendo lungamente una pista forestale che passa di poco a monte della successiva borgata, Ravoira che si raggiunge con un tratto di strada fatte per via un paio di svolte. In condizioni migliori della precedente, questa borgata possiede una bella chiesetta, di recente restaurata. Alla sua sinistra riprende il sentiero che ripidamente raggiunge più sopra una pista forestale sulla quale si confluisce e sulla quale si starà lungamente sino nei pressi della Punta Cantalupa. Alternando lunghi tratti in piano ad altri brevi dove si sale o si scende seguendo la conformazione del pendio, si traversa lungamente nel chiuso del bosco raggiungendo infine un pianoro sul crinale dove una piccola traccia si dirige verso la Punta Cantalupa incontrando per via quello che sale direttamente dalla borgata Garda. Da questa modesta cima, dove più avanti il pendio precipita, bella vista sul vallone del Gravio al fondo del quale spicca la Punta del Villano.
45 minuti dalla borgata Garda.
Tornati sulla traccia principale, la pista forestale si porta ora sul versante del Gravio e stando sempre nel chiuso del castagneto occorre individuare il punto in cui il sentiero 512 l’attraversa. Questo punto sta di poco più avanti sulla sinistra appena superato un rudere che emerge sulla destra del pendio. Porta l’indicazione per Banda e da questo punto sino alla Certosa è ben segnato in biancorosso. Traversando si superano nel proseguo i ruderi di Pian Champ e poi un attrezzato punto panoramico. Poi si comincia scendere a svolte un arido e assolato versante terminando di sotto nel punto in cui il sentiero 523 proveniente dalla Certosa di Monte Benedetto si immette sul nostro in località Cantalupa, come recita un’indicazione. Volendolo si può raggiungere il guado sul torrente Gravio. Si va e si torna in una quindicina di minuti. Altrimenti si prosegue in direzione della Certosa di Banda stando su una traccia che via via scendendo si fa stradello ampliandosi. Per castagneti dove prosperano i marroni si raggiunge infine l’abitato di Banda dove a margine sorgono i resti degli edifici della Certosa transennati per via del pericolo di crolli.
1 ora c.ca dalla Punta Cantalupa.
Preso poi lo stradello che lascia la Certosa, trascurata sulla destra un prima traccia che attraversando il piano scende a Villar Focchiardo, subito dopo si prende lo stradello sulla sinistra che superata in ascesa la dorsale si porta sul versante di valle facendo inversione. Lo si percorrerà lungamente e piacevolmente riporterà alla borgata Viglietti. Il lungo attraversamento si fa su una traccia, uno stradello pianeggiante avendo da una parte il bosco, dall’altra estese praterie tuttora curate. I muretti, i muraglioni e altri manufatti che s’incontrano per via testimoniano la cura che certamente i monaci avevano per l’ambiente che forniva loro ogni tipo di sussistenza. Qui, più che in altri posti, abbonda la pietra stratificata usata per ogni evenienza. Poiché più avanti lo stradello compie un lungo tratto discendente perdendo quota che poi si dovrà recuperare salendo nel tratto terminale, appena superati gli edifici della Comba Carbone che appaiono assai evidenti sulla destra della traccia, qui giunti conviene lasciarlo prendendo a sinistra un sentiero che s’inoltra nel bosco. Ancora traversando nel castagneto, dove per via si incontrano numerosi ruderi a margine di estesi muraglioni, questa labile traccia termina ad una svolta sullo stradello che da Viglietti sale a Garda sul quale ci s’immette. Alternando brevi tratti in piano ad altri dove si scende, si giunge infine in vista e poi si raggiunge la borgata Viglietti dove questo anello si chiude.
1 ora e 30 minuti c.ca dalla Certosa di Banda.

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