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Escursionismo : Un anello sui monti di Inverso Pinasca sino alla Costa Rauta sul sentiero Paolo Diena
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 27/02/20 17:18
Notizia riferita al: 22/02/20
Letture: 203

Un anello sui monti di Inverso Pinasca sino alla Costa Rauta sul sentiero Paolo Diena

Località di partenza: Borgata Enfous mt. 815
Dislivello: mt. 455
Tempo di salita: 2 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 15 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

I ripidi a tratti dirupati pendii che sovrastano le borgate montane di Inverso Pinasca, in bassa valle del Chisone, nascondono tuttora piccoli insediamenti circondati da coltivi e prati oggi abbandonati. Utilizzati a suo tempo solamente nella bella stagione, sono tornati ad essere bosco.
Uno di questi, forse il più elevato, è Costa Rauta, Coto Rauto in patois. Tradotto significa costa ripida. Da Combavilla, borgata in parte ancora abitata, parte un sentiero, che ripido come i pendii che affronta, sale ampio nella faggeta raggiungendo alla sommità i ruderi di Costa Rauta. Il sentiero, che porta il nome di Paolo Diena, è stato recentemente segnalato e ripristinato grazie all’intervento di volontari dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Paolo Diena, come esplicitato chiaramente nella bacheca posta nei pressi della fontana dove perse la vita, era un giovane studente in Medicina, il dottore dai capelli rossi “ salito in montagna” per far parte, con il fratello, della Divisione Autonoma Val Chisone. Sorpreso da una pattuglia tedesca cercò la fuga, ma qui fu colpito a morte da una raffica che gli tolse la vita.
Il sentiero che da Combavilla sale alla Costa Rauta passando per Clos Beiran sebbene ampio e sempre evidente, presenta tratti assai ripidi ed il percorrerlo richiede impegno e fatica. Si torna poi a valle per un sentiero diverso sviluppando quindi un anello. Questo itinerario, data la brevità complessiva del percorso, ha come punto di partenza e d’arrivo la borgata Enfous a monte di Pomaretto: scelta che nel complesso allunga un poco l’itinerario differentemente dalla scelta di partire da Combavilla.

Giunti alla rotonda dei monoliti, sulla superstrada della val Chisone, si sceglie di proseguire per Prali e le valli del Germanasca toccando per via bivi per gli insediamenti montani, borgate, piccoli centri e case isolate tutti facenti parte del comune di Inverso Pinasca. Superata Chiabriera si prende a sinistra per Enfous la strada che ripidamente e a svolte guadagna alla sommità questa frazione di Pomaretto dove si può parcheggiare allo slargo all’inizio dell’abitato.
Sopra il parcheggio, piegando a sinistra, parte uno stradello, una pista forestale che si percorrerà sino a Combavilla. Piacevolmente l’ampia traccia, il sentiero SV 300, traversando lungamente in falsopiano nel bosco incontra per via prima le case di Girbaud, poi una da poco ristrutturata fontana, terminando infine allo slargo che precede l’abitato di Combavilla dove una prima indicazione segnala il punto in cui inizia il sentiero Paolo Diena. Per un buon tratto, la parte iniziale del percorso, sempre seguendo fedelmente le indicazioni, si percorre lo stradello – pista forestale che in ascesa termina più su alle case di Clos Beiran rasentando ad una svolta la fresca fontana del Minet. Questi boscosi pendii all’Inverso oggigiorno sono attraversati da numerose piste forestali finalizzate all’esbosco, che presso di sovrappongono o tagliano gli originali sentieri. A Clos Beiran l’indicazione che segnala il punto in cui inizia il sentiero vero e proprio si trova sotto un grosso larice. La traccia che si percorrerà da queste case alla Costa Rauta, segnalata per via da numerose indicazioni riportanti il nome del sentiero con la data dell’undici ottobre 1944, che permettono di non sbagliare, non è segnata anche se ampia, lastricata, sorretta a valle da lastroni di pietra, pertanto sempre evidente. Chiusa nella parte iniziale dai soliti muretti che la stringono, sale da subito ripida un erto, boscato pendio dove predominano i faggi, sempre trovando come aggirare e superare i promontori e gli ammassi rocciosi che numerosi s’incontrano per via. Progressivamente si guadagna quota calpestando le foglie che numerose intasano ed in parte nascondono il sentiero stando sempre su una traccia che mai smette di salire. Alcune svolte mitigano i tratti più ripidi, ma l’ascesa risulta assai faticosa e stancante. Traversando e salendo ora da una parte, ora dall’altra del pendio, incontrando ai bivi i cartelli che rassicurano perché s’intuisce che oggi pochi percorrono questo sentiero non riportato dalle carte ufficiali, superato un rudere, alla successiva indicazione parte sulla destra il sentiero che poi in parte si percorrerà scendendo. Un tratto in falsopiano porta infine a raggiungere i ruderi delle case di Costa Rauta, poste a mt. 1270 di quota, punto più elevato dell’itinerario comprendendo a fatica come un tempo esistessero in questi versanti prati e coltivi perché anche qui, come in tanti altri luoghi, il bosco ha preso oramai il sopravvento.
Di poco più avanti le case, presso la fontana, una targa ricorda il sacrificio di Paolo Diena, mentre un sentiero dalla stessa parte prosegue ed un altro si porta ancor più verso monte.
2 ore c.ca dalla borgata Enfous.
Tornati poi di poco sui propri passi, presso l’ultima indicazione che precede di poco le case dell’insediamento, parte il sentiero che riporta a Combavilla, traccia che permette di sviluppare, volendolo, un anello. Un lungo traverso in piano porta all’ammasso roccioso detto Roccio Ricrio, punto d’osservazione sulla valle, dove alla base un’indicazione rassicura che si è sulla pista giusta. Oltre si continua a traversare, lungamente quasi in piano, poi si comincia gradatamente a scendere immettendosi più avanti la nostra sulla traccia che dal crinale che dà sul vallone di Pramollo scende a Girbaud. Così continuando più sotto si giunge al bivio presso i ruderi di Buffa dove proseguendo diritti si torna a Combavilla come suggerito dall’indicazione. Dovendo però tornare alla borgata di Enfous conviene prendere invece il sentiero che s’abbassa assai evidente subito riprendendo a traversare nella faggeta. Sempre scendendo si raggiunge più in basso una pista forestale, sulla quale ci s’immette. Poiché sulla destra si torna a Combavilla, qui giunti è meglio prendere a sinistra. Lungamente e assai piacevolmente si scende verso il basso con svolte e traversi che portano più sotto ad uno slargo crocevia di stradelli. Tralasciato quello che s’inoltra verso monte e quello che scende a Boulard, piegando a destra un’indicazione dice che si raggiungerà Enfous. Traversando nel bosco si giunge infine in vista dei primi prati e poi delle case di questa borgata dove l’anello si chiude.
1 ora e 15 minuti c.ca dalla Costa Rauta.

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