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Alpinismo : Toubkal e c.- Marocco
Autore: schinadvdr (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 23/02/20 13:24
Notizia riferita al: 23/02/20
Letture: 173

Da un paio di mesi sapevo di questa puntata in Marocco per fare dello scialpinismo sulle più alte vette dell’Atlante. Un diverbio uomo-animale prima e le sorprese della burocrazia poi avevano messo in forse la mia partecipazione ma, superati questi ostacoli, restava l’incognita principale: ci sarà neve? Le notizie al riguardo erano piuttosto sconfortanti ma la speranza (supportata dal fatto che i biglietti erano già stati pagati…) ha prevalso. Atterraggio a Marrakech e trasferimento ad Imlil e, il giorno dopo salita al Rifugio Les Mouflons a 3207 m, ai piedi del Toubkal 4167m. Qui le condizioni si mostrano in tutta la loro “aridità”: la neve è veramente poca e di salita sci ai piedi non se ne parla. Peccato per chi, ignorando le indicazioni del simpatico gestore del lodge di Imlil, ha voluto comunque portarsi assi e scarponi.
Il giorno successivo, alla luce delle frontali iniziamo la salita verso il Toubkal seguendo l’evidente sentiero che poco sopra il rifugio attraversa due esigue lingue di neve; sarà l’unica che pesteremo fino alla vetta. Dalla più alta cima del nord Africa il panorama è notevole: a sud si intravede il deserto pietroso e le rare macchie verdi delle zone coltivate, a nord la pianura di Marrakech. Dalla cima, con una veloce discesa saliamo al Toubkal W 4030m. Nel pomeriggio gli irriducibili dello sci provano a salire verso un pendio innevato individuato scendendo dal Toubkal: saliranno per poco più di 600 metri fino ad un colletto a nord dell’Akioud, rientrando in tempo per la cena.
Il giorno successivo ci dirigiamo verso il colle che chiude a sud la vallata, con l’intenzione di salire il Timesguida 4088, l’Ouanoukrim ed il Ras, entrambi di 4083 metri. Il cielo è un po’ velato ma le previsioni non destano preoccupazioni e le vette sono raggiunte senza alcun problema, superando un breve tratto che richiede l’uso delle mani. Di nuovo non ci resta che scendere e impegnare il pomeriggio chi ripetendo l’escursione scialpinistica chi divertendosi con picca e ramponi su alcuni risalti ghiacciati.
Il terzo giorno combina un trek con la necessità di rientrare ad Imlil: dal rifugio saliamo ad un colle a 3530 m per poi scendere nella valle adiacente lungo una ripidissima mulattiera dalle centinaia di svolte. Scesi a 2630 m circa riprendiamo a salire fino ad un colle (2950 m) dal quale ritorniamo, con una lunga discesa, ai 1700 m di Imlil. Ci aspetta un lungo lavoro di ricomposizione dei bagagli e di organizzazione della trasferta verso il Tizi N’Test, Taliouine, Zagora e il deserto, questa volta senza sci…..

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