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Racchette da neve : Anello del Monte Crosetta e di Punta Castellar
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 14/01/20 22:36
Notizia riferita al: 09/01/20
Letture: 309
Racchette da neve

In una bella giornata di sole, con alta pressione e tempo stabile ormai da parecchi giorni, la Compagnia dell’Anello sceglie il bell’ambiente montano del versante meridionale dell’alta Valle Grana con meta (con le ciastre) alla cima Crosetta, breve classica di inizio stagione.
Raggiunto il santuario di San Magno, dove le auto già ferme ci confermano che molti l’hanno pensata come noi, partiamo da quota 1753 m risalendo subito al dritto il pendio alla dx della strada, chiusa poco sopra, che porta al colle di Esischie. Ci portiamo in breve sulla carrareccia diretta all’Alpe Chastlar che taglia il versante a monte del Santuario e viene raggiunta dopo un centinaio di metri. L’ambiente è innevato e la strada, ben battuta, ci permette di procedere in sicurezza anche solo con gli scarponi. Qualcuno per precauzione mette i ramponcini, ma presto calziamo tutti le ciastre, così evitiamo di portarcele dietro. La nostra meta odierna è la cima Crosetta, che intravediamo al fondo della lunga cresta orientale (Costa Chiota) che discende dal M. Tibert verso cui ci dirigiamo. Il versante, ben esposto al sole, inizia ad evidenziare qua e là, lungo la mulattiera e presso i dossi, qualche zolla del terreno sottostante, pur dopo un innevamento che, prima dell’ultimo periodo privo di precipitazioni, era stato abbondante. La neve già trasformata è dura per la bassa temperatura e un po’ crostosa.
A quota 1950 m lasciamo la mulattiera che continua verso le grange Chastlar e saliamo a sin. sulle tracce che portano su un percorso un po’ più ripido, per proseguire più avanti in direzione nord-est sul pianoro sovrastante che si trasforma in un lungo e costante pendio. Di qui continuiamo con un lungo semicerchio che ci farà giungere in cresta. La giornata è stupenda con sole e cielo sereno, mentre la temperatura va ad alzarsi. La pendenza ora aumenta e ci portiamo con un lungo traversone alla ricerca del punto meno scosceso. Procediamo poi su un costone alla nostra destra con neve abbastanza dura e finalmente con un ultimo più ripido strappo giungiamo al passo delle Crocette (2184 m), un piccolo avvallamento sulla lunga cresta che percorreremo poi verso est per raggiungere l’ometto di pietre e la piccola croce di vetta del M. Crosetta (2194 m).
Con il cielo limpido di oggi senza una nube il panorama è superbo. Il nostro sguardo abbraccia tutte le cime che contornano il Santuario (che vediamo sotto di noi cinquecento metri più in basso), dal Monte Bram all’Omo, alla Cima Viribianc, e poi la Rocca Parvo ed il Parvetto, più vicini a noi Tibert, Tempesta e Piovosa. Oltre la valle Maira fa capolino il Viso ed in lontananza, a sud, tutta la cerchia delle Marittime.
Scendiamo ancora all’estrema punta terminale della cresta per salutare le tristi ed abbandonate casette di Narbona, non illuminate neppure da un minimo raggio di sole.
Ritornati in cima, iniziamo ora la discesa verso l’Alpe Chastlar (1933 m), sul colletto da cui si può scendere a Chiotti e che separa dalla punta Castellar il costone Tibert-Crosetta, che raggiungiamo discendendo al dritto il pendio.
Fatta tappa e lasciati gli zaini presso la nuova moderna baita ivi costruita, iniziamo la breve, ma ripida ascesa attaccando il versante Nord della Punta Castellar (o Chastlar).
Vista la compattezza della neve decidiamo pure di sganciare le racchette da neve e indossare i ramponcini, scelta che si rivelerà azzeccata poiché al termine del lariceto, in prossimità della vetta, il terreno, scosceso ed impervio, avrebbe reso problematico il passaggio con le ciastre.
Dalla vetta (1998m) bel colpo d'occhio sull'alta Valle Grana e sul dirimpettaio Vallone Neirone che abbiamo contornato nell'odierno giro.
Al ritorno dalla punta, al riparo dell’Alpe Chastlar, ci godiamo tranquillo e meritato ristoro alimentare al sole di gennaio per poi rientrare al santuario con la bella carrareccia innevata che in falsopiano ci riporta al bivio, da cui eravamo saliti prima verso la Crosetta, e poi al parcheggio presso il Santuario.
Salutiamo l'amico Luciano Giordano, incontrato durante il percorso, ringraziandolo per alcune delle sue belle foto che abbiamo inserito nella nostra fotocronaca (ndr).

Note Toponomastiche
San Magno (Santuario di): molto incerte sono le notizie relative al santo, venerato nel territorio che prende il suo nome. La tradizione locale lo identifica come uno dei martiri cristiani della famosa “legione Tebea”, capitanata da San Maurizio, che scampato al massacro dei suoi commilitoni nella località del Vallese oggi nota come Sainte Maurice si sarebbe rifugiato sui monti cuneesi. Qui avrebbe continuato la predicazione del vangelo e sarebbe stato raggiunto dalle legioni leali all’Imperatore Massimiano per testimoniare col martirio la sua fede cristiana: il corpo sarebbe stato poi sepolto nel luogo in cui oggi sorge la chiesa a lui intitolata. Non esistono fonti che consentano di confermare questa tradizione, comune del resto ad altri santi venerati in diverse località dell’arco alpino occidentale, come San Chiaffredo a Crissolo, San Costanzo a Villar e San Dalmazzo nell’omonimo borgo. E’ noto come l’identificazione di alcuni santi come martiri tebei, sia in realtà una tardiva operazione agiografica per conferire una certa storicità a personaggi dei quali nulla si conosceva. L’iconografia locale presenta il santo nel tipico costume di milite romano, con armatura, stendardo e palma, come si può ammirare nella statua portata in processione in occasione dell’annuale festa del 19 agosto, ove San Magno è invocato a protezione degli animali e della campagna, un tempo unica fonte di sussistenza per i montanari. Il luogo su cui sorse il santuario in onore del martire cristiano era già sede di culto pagano, molto probabilmente dedicato al dio latino Marte, come farebbe supporre il ritrovamento di una lapide a lui dedicata, tutt’ora visibile murata nel deambulatorio in faccia all’antico e delizioso camposanto. L’attuale chiesa è un’ardita costruzione in stile barocco piemontese realizzata nel 1704, ma al suo interno sono conservate significative tracce delle precedenti fasi dell’edificio, tra cui la bella cappella Allemandi (del 1475) con significativi cicli di affreschi di inizio ‘500, opera di Giovanni Botoneri di Cherasco, raffiguranti episodi della passione, morte e resurrezione di Cristo, oltre agli splendidi ritratti dei martiri Tebei così legati alle tradizioni locali.
Crocette (Passo delle), Crosetta (Cima): nomi derivanti dalle numerose “piccole croci” fatte con ramoscelli di ontano infisse sul valico dai pellegrini che dalla val Maira si recavano al santuario di San Magno.
Castellar (Punta), Ciastlar (Alpe): termini derivanti dalla forma della cima che si erge come un “castello”.

Escursione effettuata il 9 Gennaio 2020
Compagnia dell'Anello formata, per l'occasione, da Adriano, Antonio, Franco, Gianni, José e Osvaldo
Località di partenza: Santuario di San Magno 1753m – Castelmagno – Valle Grana
Punto più elevato raggiunto: Monte Crosetta 2194m
Dislivello cumulato in ascesa: 609m
Sviluppo complessivo del percorso: 7,5 km
Tempo in movimento: 2h 45'
Difficoltà: EAI WT1 (vedi scala difficoltà con le racchette da neve)
EE il tratto di Punta Castellar (vedi scala difficoltà per i percorsi escursionistici)
fotocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
trailer


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 15/1/2020 0:59  Aggiornato: 15/1/2020 0:59
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 377
 Re: Anello del Monte Crosetta e di Punta Castellar
Descrizione del percorso: Gianni
Fotocronaca: Adriano, José e Luciano Giordano
Tracciato GPS, grafica e coordinamento redazionale: Adriano
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