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Escursionismo : Anello del Monte Vaccia e del Bec di Brancia Courba, da Sambuco
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 25/10/19 12:21
Notizia riferita al: 17/10/19
Letture: 326

Ancora Valle Stura di Demonte, versante Alpi Marittime – come risaputo, la Valle Stura fa da spartiacque tra le Alpi Marittime, che terminano alla sua destra idrografica, mentre in quella sinistra hanno inizio le Alpi Cozie Meridionali – ancora, e sempre più, Compagnia dell'Anello, olè!
Questa settimana siamo in sei, il massimo dei componenti che il gruppo possa esprimere in questo periodo: ed anche per questa escursione si formeranno, ad un certo punto, due mini-gruppi (due terzetti) con itinerari diversificati, per poi riunirsi alla pausa pranzo, quindi verranno disegnati due anelli di diversa ampiezza.
Il viaggio su ruote gommate e pistoni si sviluppa lungo la strada statale del Colle della Maddalena fino al paese di Sambuco, ove sulla sinistra si dirama una bretella di collegamento alla strada ex militare denominata anche destra (idrografica) Stura; attraversato subito il ponte sul fiume omonimo, dopo neanche cento metri abbandoniamo i mezzi motorizzati alla quota di 1160 metri s.l.m..
Ora tocca agli scarponi, che cominciano a macinare chilometri e dislivello lungo l'ottimo sentiero GTA (paline segnaletiche) che ha inizio sulla sinistra (ovvio, a destra andremo a finire tutti a bagno nel fiume!), inoltrandosi in una fitta e rigogliosa foresta di abete bianco quasi in purezza, che più in quota sarà sostituito dai più radi lariceti consociati al pino montano (mugo e uncinato), innalzandosi con numerose serpentine a pendenza abbastanza regolare e poche rampe spaccagambe e mozzafiato.
La foresta è costellata di numerosi miceti, con la prevalenza schiacciante dell'amanita muscaria, quel fungo bellissimo da vedere, ma che è meglio non mangiare, detto anche il fungo dei sette nani di Biancaneve (o degli gnomi, elfi, puffi, sarvanot, o che dir si voglia), in quanto compare in numerose vignette riguardanti questi simpatici personaggi fiabeschi e mitologici, con il suo tipico cappello di un rosso o aranciato vivace a puntini bianchi; inoltre abbiamo anche notato dei lactarius, clitocybe, e numerosi Boletus (luridus, elegans, bovinus, cavipes, ecc.), che, pur se considerati edibili dai micologi, sono da queste parti classificati tutti come “pissacan”, e quindi ignorati (al ritorno, comunque, il nostro “can da trifule” Osvaldo, ha trovato un bel porcino ancora sano, seppur senza gambo).
Tornando a noi, il sestetto si divide alla diramazione del sentiero, all'incirca alla quota di m 2172, ove i “Va...lentini” si dirigono verso destra su un sentierino che in gradevole saliscendi traversa il Valoun dei Soutans dirigendosi verso il Bec di Brancia Courba, mentre i “faticatori” proseguono lungo il tracciato principale, fino a scollinare sull'ampio crestone spartiacque tra la Valle Stura ed il Vallone dell'Ischiator, e precisamente in prossimità della loc. Casermette o Ricovero Monte Vaccia m 2241; la traccia ora s'inerpica con blanda pendenza lungo il crestone E, per giungere infine, attraverso turistici prati-pascoli, al culmine della cima del Monte Vaccia m 2472, caratterizzata dalla solita classica montagnola di pietre.
La giornata, seppur calda e soleggiata, non è limpidissima (verso la pianura ristagna un esteso mare di nuvole), ma ci consente di ammirare la lunga cresta in direzione O che, restringendosi dopo la Colletta Bernarda, dirama le cime Ciavias, Schiatau, Chaval, Testa della Costabella del Piz, Becchi di Rostagno, Becco Alto dell'Ischiator (che biancheggia la sua prima spolverata di neve), per terminare nell'imponente Corborant, nonché, sull'altro versante del Vallone dell'Ischiator, le cime del Seita, Saletta, Laroussa e Gioffredo, per non dire, verso NNO, della Meja, Monviso e Oronaye, per citare solamente le più eclatanti.
Da qui, per il ricongiungimento con i compagni, il terzetto percorre in direzione N un tratto della lunga dorsale denominata Serra Chiot delle Donne, per poi declinare a NE, su macereti alternati a terreno cespugliato di mirtilli e rododendri, fino a giungere alla piccola conca sottostante il roccioso Bec di Brancia Courba, la cui vetta (non facile) quota m 2312; raggiuntala a turni di uno alla volta, la foto di gruppo è immortalata in corrispondenza di una bella croce in metallo, posizionata alcuni metri sotto le due cime principali, in luogo sicuramente meno adrenalinico.
Consumato il pranzo, stante l'imprescindibile anello (oggi doppio), scenderemo tutti insieme lungo il sentiero, abbastanza ben marcato, che declina contornando a sinistra il predetto Bec di Brancia Courba e s'immette, con pendenza decisamente più accentuata; nel Valoun Subeiran.
Lo stesso termina in corrispondenza di una pista forestale, fino alla sottostante strada ex militare destra Stura (asfaltata), in corrispondenza ad una mini area merenderos, ove a sinistra (chiudendo così l'anello) ripercorriamo l'ultimo breve tratto del sentiero GTA dell'andata.

Note di toponomastica:
Demonte, localmente Demount o Edmount: il top. Demonte, dal latino demons, è interpretabile in 'luogo tra i monti';
Stura, localmente Val Sturo o Val d'Esturo: l'idronimo Stura conserva la radice prelatina *stur 'acqua corrente, fiume';
Sambuco, localmente lou Sanbùc: il top. Sambuco, come fitonimo, , dal latino sambucus 'pianta di sambuco', non convince. La denominazione piemontese Sanbùc, probabilmente derivante dl termine provenzale Sambuco, porta invece il significato di 'passaggio vallivo pericoloso';
Vaccia: Vaccia (provenzale Vacho) condivide l'etimologia di vacca;
Ischiator: è un oronimo composto dalla base prelat. Ischia 'scivoloso' e dal suffisso tor 'cima';
Brancia: l'oronimo Brancia, italianizzazione del provenzale Branca, 'albero con molti rami', metaforicamente richiama l'immagine di una mano aperta e rivolta verso l'alto;
Courba: l'oronimo porta il significato del provenzale Courba 'arcuato, curvo';

Escursione effettuata il 17 Ottobre 2019
Compagnia dell'Anello formata da: Adriano, Antonio, Franco, Gianni, José e Osvaldo
Località di partenza: Sambuco 1160m -Valle Stura di Demonte (CN)
Punto più elevato raggiunto: Monte Vaccia 2472m
Dislivello cumulato in ascesa: lungo 1340m – corto 1228m
Sviluppo complessivo del percorso:lungo 14,8km – corto 12,9 km
Tempo in movimento: lungo 5h 45' – corto 5h 00'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)

fotocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
trailer


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